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L'IMPREVISTO

Non aspettarti che qualcuno te lo presenti, la sua natura è di sfuggire a qualsiasi approccio. Tuttavia di lui si parla continuamente perché chi ha avuto la ventura di imbattersi nelle conseguenze dei suoi maneggi subitanei e inattesi non può fare a meno di scaricarne il racconto nelle orecchie della prima creatura noncurante di passaggio.
Non c’è evento che questo improvvisatore di esperienze non sia riuscito a declinare: in danno quando è di umore maligno e qualche volta a favore, di chi incappa fra le sue tensioni estemporanee.
Assecondando certi suoi ghiribizzi può farti cadere dalla bici o sceglierti il biglietto giusto per vincere alla lotteria, a volte gigioneggia e insospettatamente ti fa incontrare chi rivoluzionerà la tua vita facendoti credere che valga la pena di essere vissuta.
I
nfaticabile, irrequieto, smanioso di presenzialismo si diffonde con energici mulinelli senza differenziazioni. Impossibile sottarsi alle sue congiure rabdomantiche.
Ma il risvolto più subdolo di queste infiltrazioni nella nostra quotidianità, l’ impegno più pregnante, lo dedica ad analizzare le conseguenze dei suoi estri. Non immaginare che lo faccia per averne un riscontro oggettivo e risolversi ad abbandonare le soluzioni più malefiche. No, per niente.... Le verifiche servono semplicemente a provare la tenuta dei perenni esercizi di ingerenza che mette in atto e questo rivela la caratteristica più paradossale del suo temperamento.
Curvo su uno specchio, che lo riproduce senza capire, sguazza nell’esaltazione di ciò che ha ideato, credendolo nuovo, originale, unico e non si accorge di aver messo in scena l’ennesima replica del passato, qualcosa di già accaduto, già accaduto, già accaduto...
Con incommensurabile presunzione si è andato convincendo che nulla avrebbe luogo senza il suo intervento.
Ti schifa quando gli parli di destino, non lo considera, non lo fa esistere è persuaso che tutte le vite si determinino sui suoi dissennati sollazzi.
Fa sberleffi se gli prospetti la possibilità che ciò che a lui sembra vitale sia solo un ruolo d’appoggio, una convulsione insignificante.
Sbattigli in faccia che nonostante l’impeto delle sue eccentriche infiltrazioni non ti lasci disorientare. Non puoi essere diverso nemmeno quando eventi accidentali sembrano risucchiarti oltre la tua sorte... Sniffi gli errori che commetti perché sono gli stessi che li hanno preceduti e non hai la tempra per sottrarti. Conosci anche troppo bene le ventate di piacere che ti sommergono, sai i modi di cercarle e non c’è inciampo che ti distolga da questa caccia. 
Tu lo senti che il destino, quello vero, sta nella radice oscura della personalità, nelle contrazioni del carattere che ti marchiano fin dalla nascita, una punzonatura esclusiva  da cui l'imprevisto, per sua indole, non sa prevedere vie di fuga...

                                                           C.P.

Pubblicato il 23/5/2016 alle 8.30 nella rubrica Diario.

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