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TI PIACEREBBE

  malgrado la fortuna della vista così cieco
malgrado il dono dell’udito così sordo

Lo so, ti piacerebbe... Scruti ascolti, mi inquisisci, smani di sapere, sei attratto dalle insondabili meschinerie che immagini siano incistate nella mia interiorità.
Fatti pure questa visitina guidata, metti a fuoco l’ombra di fastidio che si trattiene quando abbasso lo sguardo, considera le scanalature sulla fronte, leggi il mio codice a barre... Non ti impedisco niente, se lo facessi, sarei dalla tua parte, mi perderei nella tua coscienza
In via sperimentale divertiti, convoglia tutto nei rigurgiti di una malsana propensione a convincermi che non sono all’altezza.
Vorresti sostituire il tuo canone di basso profilo alle mie aspirazioni e in omaggio a nostalgiche idealità, costringermi a ripiegare su orticelli di sentimentalismo melenso.
Mi pretendi arrendevole e sdraiata dalla parte giusta del letto... ma sempre ti inganno per scavarmi intorno una fossetta dove nascondere il segreto di antiche vocazioni.

Conosci la mia storia?
Voglio dirti allora, dei privilegi che ho avuto in dono dalle vecchie donne della mia stirpe, quelle che hanno sparso semi nel mio cuore e non dubitavano che avrebbero germogliato architetture contro le imboscate del danno. Non temere, non voglio insabbiarmi dentro le loro esperienze, sto solo elaborando una dissimilianza che potrebbe accendere adeguatezze finora inesplorate... E la dissimilianza che immagino è tutta disposta nel fondo di silenzi ossuti che non hanno nessuna voglia di accedere al disarmo... non sarò io a scappare.

Lo so, non hai dimestichezza col lento accordo di tessiture che salvano, quelle impercettibili che si sviluppano un po’ più in là del riscontro. Non sai districarti contro i graffi che nessuno vede, così affondanti che stanno bene solo in compagnia di cupe risonanze sotto la pelle.
Ho in corpo un’intenzione di capovolgimento, piena di rimescolanze laboriose, un itinerario da frequentare fra innocenza e scaltrezza, purezza e ostinazione, sorvegliatissimo e puntiglioso, qualche volta giostrato con impensabili giravolte, tutto in cerca di un campo magnetico in grado di captare ogni disponibilità residua per tenere in vita quello che credevamo perduto.
                                                          C.P.
 

Pubblicato il 1/9/2015 alle 14.49 nella rubrica Diario.

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