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IL CONTRATTO

Mi era caduta addosso di mattina tardi e non mi ero spostato, come avrei potuto. Stagliata nel vano della porta, con l’aria di chi sa quello che bisogna e incomincia a farlo.
Chi era e che ci faceva qui? Le cose intorno avevano un’aria nebulosamente familiare. Mi trovavo a casa mia? .....probabilmente sì.
Il mio cervello era in pausa. Non sapevo bene cosa c’entrasse, ma mi venivano in mente solo le cinque doppie vu del giornalismo...... o erano quattro..... Quattro o cinque domande ben poste sarebbero bastate a farmi un’idea della situazione?
Dal fondo della mia percezione compromessa sentivo la sua voce rimbalzare fra le pareti con un crepitio corrotto e tornare ad arpionarmi gli anelli cervicali.
Quella donna pretendeva ciò che le avevo promesso la sera prima, ma cos’era?
Non era il mio tipo, non avrei mai agganciato una così in un bar, e nemmeno lei sembrava del tipo che aggancia: trucco discreto, aspetto facoltoso-minimalista, non male, ma non era di quelle che fanno prendere decisioni improvvise.
Si sentiva a suo agio, non si poteva dubitarne, rilassata come se riuscisse a respirare insieme all’ambiente. Si versò una cosa e sedette sul divano per bersela più comoda. Aveva addosso una camicia leggera che si muoveva intorno alla pelle. Un gesto brusco lasciò intravedere, all’attaccatura del seno il tatuaggio: tre stelline rosse disposte a triangolo.
L’apporto di energia al cervello fu fulmineo, tutte le mie sinapsi si attizzarono contemporaneamente... lei era il mio contratto, portava il segno che mi era stato descritto per non avere dubbi sulla sua identità.
Un breve riavvolgimento del nastro per richiamare alla mente i giorni addietro quando l’avevo tallonata e corteggiata nei posti dove era abituata ad andare. Inizialmente un po’ scocciata e sulle sue con una punta di stronzaggine, ma alla fine si era fatta convincere dal mio look da badboy a sdoganarsi per qualche ora dalla monocorde ordinarietà delle sue giornate, per un incontro più intimo.
Certo si aspettava l'accoglienza che le avevo lasciato immaginare: un approccio appassionato, intenso, qualcosa che poteva persino somigliare all’amore.

Sì, io mantengo sempre i miei impegni: l’avrei baciata accarezzandola sul collo con tanta veemenza da troncarle per sempre il respiro.

                                                                      C.P.

Patty Smith Group - Because the night

Pubblicato il 16/2/2015 alle 14.6 nella rubrica Diario.

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