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MALESSERI

CONFIDENZIALE...

                             ... 
in misura di dettaglio

Il mio arco a sostegno si è ritratto respinto dentro i suoi incastri da un pensiero dislessico      sono trascinata a sfuggire la curvatura ardita della forma

Gioco nell’anello del disincanto dove non è facile trovare riparo
per accostarmi al torcersi degli schemi
per distogliermi da strutture organiche      aggredisco ogni indebito sviluppo descrittivo lego      un tutto ipotetico alla coscienza del dettaglio                     annullo il narrare lo disdegno per l’impudenza del suo senso

Ciò che esiste ha scarsa equivalenza nel nido della mia parola
l
’apparenza impara a sfaldarsi in un affanno di piccole sconnessioni      che si divincolano come animalucci feriti      cercano le altre sé stesse sbaragliate quando si è reso flebile il loro richiamo

Un disegno a frattali      frenetico      dolorante di fratture      senza traiettoria assedia lo scavo bianco del mio estro      lo umilia fino all’impossibilità

Intorno al mio corpo oscilla uno squilibrio mortificante
si rivela un'aura che segmenta la coerenza degli intenti      sembra l’emergere di un arcipelago di lutti     emanazioni tormentose di inconsistenza

                            ... in misura di dubbio

Se l’intento è lì      nella voluta legnosa che lo tiene      perchè rivolgersi ai poteri dello scarto      allo svago senza innocenza dello scardinamento      motore indecifrabile nel disgregare la sicurezza dei fondamenti 

Quando si sta bene nelle sensazioni           ci si accorda ai labirinti abitati dall’uomo fra opzioni chiare
ci sono vertenze installazioni inseguimenti da disporre negli alloggi del linguaggio
maneggiando un po’      truccando un po’      ogni tanto capita di imbattersi anche in una cauta amorevolezza e vale la pena di darle una mano perché continui a restare al nostro fianco

Posso disabilitarmi da unificanti nessi tematici      perderli come se non li avessi mai creduti      offrendomi agli smembramenti spavaldi del pensiero
ma prima avrei bisogno di farmi inghiottire da affluenze di consolazione per allontanarmi dalla sofferenza delle cose

Come rifiutando un antico alleato viene la lastra scura dell’instabilità      viene a proporre le nuove incisioni non dico che mi fa paura      non dico che mi sento avvincere
ancor meno voglio incartarmi nella consueta consistenza affabulatoria o restare al di qua della domanda che mi chiede la disseminazione “di fuochi di parole che intendono consumare i segni fino alla cenere...” ma posso rinegoziare i miei rassicuranti accordi a sbalzo con scalfitture      scorporate      scisse      smembrate      disorganiche      slogate      illogiche ?

Vorrei scappare via da questo dubbio      perché mi annienta l’idea che possa sconfiggermi

                                                                                                   C.P.


Karol Szymanowski  - Mazurka op 50 and op 62

Pubblicato il 13/9/2010 alle 15.51 nella rubrica POESIA.

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