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VICTORINE SI VENDICA



                                            Edouard Manet – Le déjeuner sur l’herbe

Dal 1863 Victorine soffriva ……. il freddo così nuda in quel bosco umido, i crampi che la tormentavano per essere costretta all’immobilità in una posa assurda, la fame nonostante il cibo per la colazione fosse a portata di mano.
Ma quello che più la scocciava era l’espressione invitante e soddisfatta che era costretta a sciorinare. Che noia, sembrare orgogliosa di esporsi nuda davanti a incompetenti voyeur che col pretesto dell’arte la sbirciavano per soddisfare desideri inconfesssabili.
Edouard l’aveva creata così. E lei aveva incominciato ad odiarlo da subito: il suo desiderio più ardente  era di trovare qualcuno che la guardasse con occhi diversi al quale poter chiedere aiuto per uscire da quella situazione incresciosa, ma i decenni passavano e quello sguardo non l’aveva ancora incontrato.

Da ragazza sana e fiorente qual era Victorine aspettava con ottimistica pazienza.
Pazienza, costanza, perseveranza, persistenza…. queste cosucce in nza danno buoni frutti.
Così infine, dopo tanta attesa Lui arrivò: l’avvolse nel suo sguardo giovane, pieno di ardimenti e di generosità, e capì senza bisogno di parole l’aspirazione della bella digiunatrice. Nottetempo fu ancora da lei, le diede la mano perchè uscisse dal quadro senza farsi male, la sfiorò appena, abbracciandola col suo mantello e la lasciò libera di riscoprire la vita.

La stampa si occupò a lungo di questo strano evento: la misteriosa comparsa di una deturpante macchia gessosa su uno dei più ammirati capolavori della scuola impressionista francese. La vendetta di Victorine si era attuata: il quadro senza più alcun valore venne relegato nei sotterranei del Musée d’Orsey. 

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Pubblicato il 28/9/2007 alle 12.1 nella rubrica Diario.

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