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HARRY LIME: UN CATTIVO DOC



Il suo Macbeth era stato un fiasco e il progetto per Otello non quagliava. Orson Welles aveva bisogno di soldi e accettò di girare Il terzo uomo. Prese la cosa un po’ sottogamba considerandolo una breve comparsata poco impegnativa.

I due coproduttori David O.Selznick e Alexander Korda non andavano d’accordo su niente: volevano rimpiazzare Welles, cambiare il titolo del film, pretendevano di non girare a Vienna…….Per fortuna il regista Carol Reed sapeva il fatto suo e aveva dalla sua parte la fotografia di Robert Krasker (che vinse l'Oscar).


                       
Può nascere un’opera d’arte da queste premesse: perché no? Welles, benchè la sua presenza durasse solo venti minuti verso il finale, fu grande: la sua materializzazione dall’ombra di una soglia è un concentrato di noir e di espressionismo. Gli altri due interpreti principali (Joseph Cotten e Valli) non furono da meno.Tutti si infilarono in una storia misteriosa: un morto che in realtà era vivo, un amore vivo che alla fine muore, una città – Vienna – distrutta dalla recente guerra, che si prestava ai fascinosi contrasti del bianco e nero.
Nessuno però si era accorto di aver creato un cattivo: Harry Lime, contrabbandiere, cinico criminale di guerra, teorico dell’amoralità, che avrebbe fatto scuola. Indimenticabile la sequenza dell’inseguimento di Lime nelle fogne viennesi e i primi piani delle sue dita contratte intorno alla griglia che sbarra l’uscita nel tentativo inutile e disperato di salvarsi.
Un film che nel tempo ha consolidato la sua posizione fra i capolavori del cinema.

Pubblicato il 9/9/2007 alle 10.1 nella rubrica CINEMA.

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