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Sì, IO SONO IL SILENZIO

Non ripetermelo più!


So  che  quando  mi  imbuco in  una    conversazione  sono  imbarazzante, metto a
disagio, pur di mandarmi via tutti si ingegnano a continuare i loro consueti blabla, terrorizzati all’idea di scoprirsi diversi da come pensavano.

Non immaginare chissà cosa, situazioni di conflitto o altro, no……. con le voci e coi suoni cerco di andare d’accordo,  loro  mi stuzzicano, mi  punzecchiano e se reagisco mettendo in atto le mie risorse per zittirli  storcono la bocca proclamando con un sorrisetto che comunque loro sono strepitosi e la finiscono lì.


Non dirmi che  la mia presenza è improduttiva, questo vale solo per chi non ha fantasia. Io sono l'intervallo di sospensione metafisica, l’incessante ricchezza delle intenzioni, ingentilite nell’intimità dei gesti,  sono l’ispirazione che disegna una margherita sui tovaglioli del breakfast  e sono  ancora io a mettere la serenità accesa di un papavero sul  cuscino. Voglio propagarmi nelle stanze in attesa dei ritorni per accoglierli nel riserbo, con la prudenza di non fare domande, ma quando esprimo la mia pienezza non posso essere ignorato, non mi si puo negare la perfezione di  un segreto. Scrivo lo slancio della predilezione  sui post-it e li diramo fra i percorsi  dell’abbandono.


Sfottimi pure, non cambierò  natura per compiacerti,  pretendo i miei tempi, voglio propormi come una tregua, estranea all’orrore della noncuranza.  Se vuoi scambiare per romanticume  questi propositi …..accomodati! Mi identifico solo nella vaghezza di  dolci follie: come manifestarmi senza congetture fra gli innamorati che passeggiano  e indurli d’improvviso a tendersi la mano spogli da ogni ragione …….mentre lo spazio intorno lievita nelle sfumature iridate dei loro occhi. Quando mi capita di essere al top della  forma, costruisco un bozzolo isolante intorno a quelli che sentono l’urgenza di tenersi a lungo fra le braccia, come se ne andasse della loro vita, e  dimenticano tutte le parole che immaginavano di dirsi.


Può darsi che questo non ti basti, ma non voglio aggiungere altro…….tu sei il Narratore: esterno agli eventi, quello che conosce, ma non conosce tutto.   Hai diritto all’immunità, non puoi essere eliminato, pena la mia assenza della storia. Sei libero di interpretarmi seguendo le tue inclinazioni, di dispormi in un mondo con le tue regole. Esercita pure la  tua solenne inclinazione evocativa, consegnami solo un’anima che mi faccia sentire indispensabile.

 

Pubblicato il 12/5/2007 alle 14.24 nella rubrica PROSEMI.

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