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* L'artista sarà tanto più perfetto quanto più in lui saranno separati l'uomo che soffre e la mente che crea; e tanto più perfettamente la mente assimilerà e rielaborerà le passioni che sono il suo elemento* (T.S.Eliot)


Diario


23 febbraio 2012

PINA BAUSCH

 

Trailer del film che Wim Wenders  ha dedicato alla grande coreografa Pina Bausch poco prima della sua scomparsa. (Solingen, 27 luglio 1940 – Wuppertal, 30 giugno 2009)

 

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15 febbraio 2012

FILASTROCCA DELLE BUCCE

 Sbucciare la mela era un lavoro da esperti. Sarebbe stato troppo semplice tagliarla in quattro parti,  infilarle nella forchetta e  togliere il superfluo.

Volevo ottenere una buccia  a spirale perfetta da poter unire come se dentro ci fosse ancora la polpa... l’avevo visto fare in un film. 

Le mie zampette non erano pronte per lavori di fino, troppo piccole  forse  o i coltelli troppo grandi. Ho dovuto aspettare che le due cose si equilibrassero ma quando ho potuto presentare orgogliosamente ai grandi il mio primo esercizio ben riuscito, nessuno ci ha fatto caso.

 

 La buccia del pomodoro suscitava discussioni in cucina, anzi di più, c’erano due vere e proprie scuole di pensiero fra mia madre, convinta che il pomodoro per il sugo dovesse essere sbucciato, per evitare il fastidio delle pellicine nel piatto e la nonna paterna che  invece lo usava con la buccia perché secondo lei così manteneva tutte le sue proprietà di sapore e sostanza intatte.

Quanto a me: la pasta rossa non era la mia preferita, non la schifavo ma cercavo di scartare il più possibile il rosso.Mia madre fingeva di niente e continuava a propormela.

Non a caso,  piano piano il mio gusto è cambiato.

Grazie alla caparbietà di mia madre adesso mi faccio volentieri un invitante piatto di pasta profumato di basilico.

Essere   cocciuti a volte è decisamente produttivo e per questo non posso che essere grata. a chi non ha preso troppo sul serio le mie bizze infantili...

 

Sarebbe appropriato, come tradizione vuole nelle affabulazioni, offrire un  esito di sapore caramelloso. Non mi sottraggo:  scelgo l’anima zuccherina della banana e per attenuare il rischio di picchi glicemici - osando  qualche briciolo di trasgressione, perché la  vitalità non si offuschi - inietto una punta di amarezza maligna con l’insidia della sua buccia,  sulla quale tutti  abbiamo una gran paura di scivolare.

                                       C.P.




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6 febbraio 2012

FILASTROCCA DELLE BUCCE

Un bel giorno accanto a me è comparso “Pinocchio”, racconto straordinario...  avventura di formazione,  in cui l’antieroe robottizzato pigro e trasgressivo  non ha voglia di abituarsi  ai rituali umani  e solo alla fine si rende conto che per essere amati basta solo adeguarsi... Sono stata felice di avere qualcosa di nuovo da leggere, che mi sarebbe durato per un po’.

Mi era proprio piaciuto, anche se molte cose non sapevo cosa significassero, fra quelle che avevo capito c’era la faccenda della fame esemplificata nell’episodio delle pere: Pinocchio prima sbuccia le pere e poi mangia anche le bucce, doveva avere una gran fame, a me non era mai capitato niente di simile. Mi avevano spiegato che avere sufficiente cibo a disposizione era una fortuna e non avevo fatto fatica a crederci.

 

Nella mia famiglia le patate avevano un posto di rilievo. Piacevano a tutti e si cucinavano in moltissimi modi. Io avevo una passione per quelle fritte:  calde, croccanti  e dorate, che si scioglievano in bocca, avrei vissuto solo di quelle.

Il rapporto con questo delizioso alimento, che fino ad allora, avevo conosciuto solo già pronto in padella, cambiò quando venne il tempo della mia iniziazione alle arti culinarie. Ho incominciato dal basso... come si conviene ad ogni apprendista: pelando patate.Ero convinta che fosse una cosa semplice, l’avevo visto fare tante volte con disinvoltura, ma non fu così.

Allenare la mano a togliere uno strato sottile, per non sprecare, fu faticoso. La tentazione era di menare colpi decisi e ridurre  risolutamente le dimensioni del tubero.

Ho imparato!

Adesso mondo le mie patate con cognizione lasciando dei rifuti sottilissimi. So che ci sono delle ricette che insegnano a riciclare anche quelli, ma è un’idea che non mi piace.

                                Continua...

                                                                                                                C.P.




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