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SPECCHIO
* L'artista sarà tanto più perfetto quanto più in lui saranno separati l'uomo che soffre e la mente che crea; e tanto più perfettamente la mente assimilerà e rielaborerà le passioni che sono il suo elemento* (T.S.Eliot)


Diario


29 giugno 2007

LE NOSTRE PAURE

Consiglio di famiglia, come sempre, prima di partecipare ai giochi del Coon.

Andando per esclusione: non abbiamo paura degli animali.
Fin da piccolissime, frequentando la casa di campagna dei nonni, ne abbiamo incontrato tanti: oche conigli anitre gatti cani ranocchie lucertole polli e anche qualche topino che veniva a rubare il mangime delle galline. Dai vicini: maiali cavalli asinelli…..
Un po’ di ribrezzo c’è se immaginiamo vermi blatte ragni che ci camminino sulla pelle, ma non è paura. Grande avversione invece per zanzare e piccioni che infestano le nostre zone e non danno pace. Riguardo a quelli pericolosi li abbiamo sempre visti in massima sicurezza negli zoo o nei documentari e non riusciamo a valutarne i rischi.

Altre paure generiche per guerre e catastrofi varie, talmente comuni che non vale la pena di parlarne. Paura vera per esami e situazioni in cui è necessario esporsi al giudizio di altri. Paurissima per le armi e la loro potenziale capacità distruttiva. La violenza non ci affascina. 

Di suo la mamma teme la vastità: il grande vuoto bianco della neve – che non le ha impedito però di sciare per molti anni – e il vuoto più contenuto ma abissale del foglio bianco.




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24 giugno 2007

GLI SPECCHI

Costretto a letto dalla sua infermità, Lorbio si è fatto sistemare nella stanzetta della clinica due grandi specchi paralleli; uno copre la parete di sinistra, l'altro quella di destra.

Così il malato si vede rispecchiato dalla testa ai piedi, da una parte e dall'altra, e può illudersi di stare in una stanza o corsia a tre letti, anzi a molti letti, in compagnia di una quantità di malati che d'altronde gli somigliano molto.I suoi vicini di letto,

Lorbio li chiama Destrino e Sinistrino. Destrino sembra leggermente più giovane di lui, Sinistrino è il più anziano dei tre; per il resto, tutti e tre fanno sempre le stesse cose o quasi, alla stessa ora, con gli stessi movimenti.In questo senso, si può dire che nessuno ha mai visto tre compagni di corsia raggiungere un accordo così perfetto.

E poi sono molto discreti: se Lorbio sta parlando con Destrino, Sinistrino volge la testa dall' altra parte e lo stesso fa Destrino non appena il suo compagno rivolge la parola a Sinistrino.

                                                                                  J. Rodolfo Wilcock




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19 giugno 2007

QUANDO MAMMA RAI CI FA UN REGALO

                      


Qualche giorno fa su Rai 3 di mattina, appena dopo colazione, è passato Double Indemnity, uno dei noir più belli di Billy Wilder. Anche qui, come nel successivo Viale del tramonto, il protagonista si racconta in flashback.

Fin dall’inizio, nell’indimenticabile scena in cui l’aitante assicuratore F.MacMurray incontra la dark lady B. Stanwyck avvolta in una spugna da bagno, lei lo domina dall’alto di una scala ed è subito chiaro che il suo dominio non è solo una questione di gradini.

Non appena Lui, ammaliato dall'inquietante personalità di Lei confessa la sua passione, il gioco inizia. Insieme progettano un piano per assassinare il marito e incassare il premo assicurativo. L’uomo viene ucciso e si simula un incidente. Tutto sembra andare per il meglio, ma un collega di lui fiuta la truffa, indaga, e la vicenda precipita verso il suo tragico epilogo.

Tratto da un racconto di James Cain. Sceneggiatore di lusso Raymomd Chandler. Il regista ha tessuto una trama fatta della stoffa del cinema. Girato quasi tutto in interni bui o di notte, sostenuto da una conversazione allusiva, scarna, incalzante l’opera lascia parlare soprattutto i fatti e consacra la gradezza di Wilder.

Per il gioco looking-glass di Coon




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15 giugno 2007

UNA CERTA COSA

Una certa cosa non ha carta da visita, si propone allusiva sul filo dell’ indeterminatezza, viene sniffata nei boudoir mondani, si lascia intuire fra finte oscillazioni, moti pendolari, dondolii, variazioni periodiche, fluttuazioni ….....

Di
indole malsicura ha il vantaggio dell’adattabilità, chiunque può prenderla con sé trasformarla e organizzarsi per proporla ad altri senza tema di essere smentito se il tentativo viene lasciato a metà ……ancora meglio, i differimenti accentuano l’interesse e aprono spazio a future ruminazioni.

Esitante, timorosa passa fra le bocche di tutti su inconsistenti sussurri, non ha reputazioni da preservare perché spesso neanche esiste, è la proiezione di una proiezione che si sdoppia e si dipana senza preoccuparsi di essere convincente.

Inalata, in forza della sua interiorità evanescente, insufflata e poi starnutita fuori, come una spirocheta pallida nei padiglioni auricolari disposti all’ascolto, ha buona sorte quando ricorre a vellicare i culturi di leggendine sboccate. Eccitabili per procura, i maliziosetti che vorrebbero ma non possono, “un po’ per celia e un po’ per non morir al primo incontro”, svolazzano licenziosi solo sul bello dell’indiretta.

Per il suo pregio volatitle, vorrebbe via libera anche in altre circostanze, come le astanterie dell’innamoramento quando ogni moto, ogni allusione, il rimando più lieve di sguardi, sono avvisaglie di futuri avvincenti sviluppi.

Ama le situazioni che danno adito ad esposizioni soggettive e fantasiose dove gli eventi non si spiegano con conseguenzialità. ma si aggirano senza meta alla continua ricerca di sé.

Il suo alleato più opportuno è l’imponderabile……il privo di peso che aleggia intorno confuso irrisolto e sfugge a limiti precisi, impossibile da valutare. Predilige le parassitarie escrescenze del caso che subito si sfilacciano di parola …..in parola……in parola…….

Se qualche cultore della trasparenza tendesse a darle credito sicuro, protendendo la sua tensione fino a pretendere conferme inconfutabili, non avrebbe vita facile.

Linearità precisione franchezza coerenza esulano dalle sequenze della sua soggettività, una certa cosa nella sua intenzionale incongruenza sa solo di non poter mai essere una cosa certa.




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11 giugno 2007

FINALITA'........


..........
ICO


Già da un pezzo Federico
per sembrare uno strafico
maneggiava il pappafico
sulla barca di Manrico

non mi dona mi affatico
mugugnava Federico
esibendo l'ombelico

vanità ti maledico
questo andazzo mi è nemico

ed in men che non vi dico
pianta in asso il caro amico
si stravacca sotto un fico
tutto ignudo ed impudico
canticchiando ad un lombrico
un proverbio saggio e antico

                                                         Specchio


Chi tiene un blog dovrebbe saperla lunga sulla vanità............... tu che ne dici?

* * * * * *

 

 


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7 giugno 2007

DAL VINILE..........

Scandalosa Jula 



Il  5 giugno 1970 su Avvenire Cesare Cavalleri diceva di Jula de Palma: " I segni
caratteristici delle antipatiche sono: non provenire da ceti popolari, avere eliminato
 le inflessioni dialettati, avere un repertorio cucito addosso, essere irreparabilmente
intonate, avere un guardaroba personale, non favorire il
chiasso intorno alle proprie disavventure sentimentali.
In sintesi, le antipatiche non suscitano nel pubblico un sentimento di
compassione e non facilitano nelle massaie i meccanismi di identificazione."

Sembra, fra l'altro, che si concedesse il lusso di rispondere alle interviste senza
dire banalità. Le sue interpretazioni eleganti e seduttive, soprattutto con la canzone
Tua  furono fonte di notevoli fastidi con l'assurda accusa di offesa al pudore
per aver cantato con troppa intensità un testo che alludeva all'amore fisico.

Ci piace ricordare questa signora, ricca di personalità con una voce unica,
che dopo un breve periodo di grande successo fu ignorata e ferita in omaggio
ad una arbitraria e pruriginosa convenzione moralistica.

La sua bio la trovi qui,  per ascoltarla clicca qui e qui


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4 giugno 2007

COLPI..........

Quello al cuore lo senti gagliardo coi suoi rombanti bum bum senza presagi, non importa  se  è per un evento esaltante o deleterio, lui non ha cognizione di sè, si limita a seguire gli input del cervello. Può andare dall’insignificante al devastante al fatale, non è dato presumere, ma  stai all’erta, non si sa mai ……..


Anche il sole dà i suoi colpi. Si esercita sugli arenili di prima estate, quando le epidermidi fiduciose  e stuzzichevoli dei vacanzieri sono disponibili…….  a tutto pur  di  poter dire che anche loro  ci sono stati. Se li preferisci  adornanti sfolgoranti, quelli che gratificano il viso di nuove iridescenti delizie,  metti la  testa in mano a un parruchiere. Non  offrirà nessuna garanzia di successo, ma non ti venga in mente di recriminare, anche quando la sua assicurazione non prevede risarcimenti,  ti accompagnerà all’uscita con un deferente colpo di spazzola.


Se viene implicata una strega il suo colpo paralizza. I cultori del gioco d’anca sprofondano in congiuntura sfavorevole, il loro appeal  si appallottola dolente intorno ai lombi  in attesa di tempi migliori. Le professioniste della mossa restano  in  balia di un precariato sconveniente, gli altri, che contano su una muscolatura presenzialista, sono costretti a soste  lesive. 


Il  più  appagante è il colpo di culo. Non hai bisogno di pietire favori, di fare domande, di offrire credenziali, non devi essere né  apparire. I tuoi meriti o i  tuoi falli non influiscono,  or dunque non ti adombrare se chi ti incontra fa un gestaccio……. stringi bene e non fartelo sfuggire.


Quando accenni al  colpo basso puoi tranquillamente metterci  un plurale: approdano tanto spesso che non sbagli. Sempre quando non te l’aspetti e sei disattento, guardi schiettamente negli occhi il tuo interlocutore e non ti accorgi che  mena colpi sotto la cintura.


E dai il benvenuto  anche al colpo di fulmine, come a tutto quello che   arriva inaspettato. Se è per una persona……. che   meraviglia! Le cellule si riprendono dal letargo,  scuotono via la pigrizia e si danno da fare per farti sentire  “ la vie en rose”. Se è per qualcosa, si tira in ballo  Stendhal e  diventa una sindrome, ma non è meno apprezzabile, il mancamento iniziale si dilegua in fretta e ti resterà un che di  pienezza  inusitata  che non potrà più  uscirti dal DNA……… .....

 

 

 




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