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* L'artista sarà tanto più perfetto quanto più in lui saranno separati l'uomo che soffre e la mente che crea; e tanto più perfettamente la mente assimilerà e rielaborerà le passioni che sono il suo elemento* (T.S.Eliot)


CINEMA


14 giugno 2012

RAY BRADBURY

Dettaglio dell'immagineDettaglio dell'immagine

 

 

 

 Ray Bradbury nato nel 1920 a Waukegan, Illinois, morto il 5 giugno 2012, a Los Angeles, all’età di 91 anni.

 

Vanta una produzione vastissima fra cui Fahrenheit 451,  portato sullo schermo da Truffaut nel 1966

SE VUOI MAGGIORI INFORMAZIONI CLICCA QUI




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29 maggio 2010

DENNIS HOPPER


17 maggio 1936 - 29 Maggio 2010


 

Regista, attore, sceneggiatore e produttore americano. Una delle personalità più complesse e fascinose di quel cinema  che ha raccontato la controcultura americana degli anni Settanta. Sfrenato nella vita privata, alla continua ricerca di una "vita al massimo", non seppe resistere a droghe e alcool, così da sfumare i limiti tra la vita dentro e fuori dal set. Nella finzione spesso interpretò  personaggi ribelli, liberi e anticonformisti.
E' considerato un mito del cinema statunitense.








                                        
                                                                                                                         La ballata dell' Easy Rider
                                                                                                                          




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28 aprile 2009

MONTY PYTHON

L'attività del gruppo (Graham Chapman, Eric Idle, Terry Jones, Michael Palin, Terry Gilliam, John Cleese, Neil Innes) comincia in TV per la BBC con i 13 episodi di Monty Python Flying Circus e continua con altre 4 serie fino al 1974, oltre a 2 programmi in inglese per la TV tedesca (1971 e 1973). Seguono i film E ora qualcosa di completamente diverso (1971), Monty Python (1974) e (1979) di Terry Gilliam e Eric Idle. Gli ultimi due lavori, dei Python sono I banditi del tempo (1981) di Terry Gilliam con Sean Connery e Barbagialla – Il terrore dei sette mari e mezzo (1983) con James Mason.
Dopo il 1983, i Monty Python si sciolgono.
Ogni singolo membro del gruppo si dedica anche liberamente alla propria carriera.



John Cleese, grande attore, geniale e attivissimo, appare nel film tv Light Entertainment Killers (1969) con Christopher Lee – che poi ritrova lo stesso anno nella pellicola The Magic Christian con Peter Sellers e Roman Polanski; ne La statua (1971) con David Niven, e nei telefilm Fawlty Towers (1975-1979).
Ma il maggiore successo lo avrà grazie alla pellicola di Charles Crichton Un pesce di nome Wanda (1988) con Jamie Lee Curtis e un ritrovato Kline. Nel film, Cleese non solo è attore, ma anche autore della brillante sceneggiatura tanto da meritare una nomination agli Oscar e ai Golden Globe.




Terry Gilliam
nei suoi lavori intreccia senza ordine gerarchico elementi di cultura "alta" e avanzi pop. In questo, è esemplare il film Brazil (1985), agghiacciante tragicommedia ambientata in una metropoli fuori dal tempo. Fantasmagoria barocca tracimante di omaggi e riferimenti letterari, iconografici e cinematografici, in cui si mescolano art decò, estetica anni '40-'50, congegni rétro-futuribili, rimandi alle architetture di Metropolis di Friz Lang luci espressionistiche, atmosfere plumbee da noir.
E’ stato anche animatore e nel campo degli audiovisivi di animazione ha elaborato uno stile visionario e personalissimo. 


L
e voci fuori campo di John Cleese ed Eric Idle commentano il finale del film, Brian di Nazareth col protagonista Brian destinato a morire sulla croce
:

Mica finirà così?!
Ma sì, non ti piace?
Veramente mi sembra un po’ moscio.
Ma non è la vera fine: questo è cinema! Poi ci sarà “Brian 2”!
Ma…ma se muore il protagonista!
Ah, eh…sì…cioè…è vero. Allora vediamo, diciamo che…ecco: all’ultimo momento arriva, in una biga dorata tirata da quattro cammelli, una stupenda ereditiera egizia che lo scorge, si innamora e lo tira giù dalla croce. Poi se lo porta al Cairo, lo fa diventare vice-faraone e ritornare vincitor da una guerra che provoca il declino e la caduta dell’Impero Romano. Bèh, che ne dici?
Scusa, e se invece lo lasciamo morire, e poi qualche giorno dopo lo facciamo resuscitare?
No, no, ma chi vuoi che ci creda?!



L’integralista cattolico dello Yorkshire Michael Palin ai suoi tantissimi figli

La fabbrica ha chiuso. Non ho più un lavoro. Siamo sul lastrico. Entrate amorucci miei. Non ho altra scelta che vendervi tutti per esperimenti scientifici, figlioli.
Nooo!
Oh no, è così, amori miei. Prendetevela con la Chiesa, che non vuole che metta uno di quei cosini di gomma. Oh, hanno fatto cose meravigliose a suo tempo: hanno preservato la potenza, la maestà e anche il mistero della Chiesa di Roma, la santità dei sacramenti e l’indivisibile unità della Trinità. Ma se mi avessero lasciato mettere uno di quei cosini di gomma sull’uccello, ora non ci troveremmo nei guai!




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15 marzo 2009

PENNIES FROM HEAVEN

La critica gli ha attribuito solo tre stelline, ma a noi è piaciuto così tanto da non sapergli attribuire un aggettivo abbastanza efficace da definirlo come merita.



 Siamo a Chigaco nel 1934

Basato su un serial televisivo inglese rielaborato da Herbert Ross, con la sceneggiatura di Dennis Potter (lo stesso del serial), in forma di musical.
Racconta la vita modesta e sfortunata di un autore di canzoni, che non riuscendo ad avere successo lo sogna ad occhi aperti sulle note delle più belle melodie degli anni trenta.



Film unico nel suo genere,  tuttora poco conosciuto, oltre a una superlativa fotografia e scenografia, ha una stupenda messa in scena di numeri musicali.
Sostenuto con inarrivabile bravura da Christopher Walken (in un  ballo con streap) da Steve Martin, Jessica Harper e  Bernadette Peters: la scintillante protagonista.








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10 giugno 2008

GUYS AND DOLLS





San Youtube protettore dei blogger ci offre ancora una volta il destro per ricordare un musical degli anni ’50: Bulli e pupe di Joseph Leo Mankiewicz. Tratto da un successo di Jo Swerling e Abe Burrows, e ispirato ai personaggi di
Damon Runyon.
La storia nasce per scommessa: un impunito affascinante biscazziere scommette di sedurre Sarah, ufficiale dell’esercito della salvezza.



Tutto è prevedibile dai colpi di fioretto che i due personaggi principali, Cielo e Sarah  (Marlon Brando e Jean Simmons), si scambiano fingendo di non essersi innamorati, al finale con ravvedimento dei cattivi e doppio matrimonio. Insomma una storia romanticamente improbabile, al limite dell’assurdo, ma.......... incancellabile dalla memoria.



La critica non è stata generosa con questo film nè con i suoi interpreti, dimenticando un particolare: che il pubblico amava Brando e gli ha voluto bene anche qui. Lui balla e non se la cava per niente male, canta e recita da par suo.
Perché un grande attore dovrebbe considerarsi “sciupato” quando interpreta un ruolo più leggero di quelli che l’hanno reso famoso?
Ha voluto dimostrare di saperci fare anche sul palcoscenico di un musical? .........chissà, forse era solo stufo di apparire con la faccia tumefatta come in Fronte del porto.



Gli altri interpreti l’hanno accompagnato alla grande, Frank Sinatra in particolare ineccepibile nel suo ruolo. Magnifiche,  bravissime le Goldwyn Girls. E come dimenticare le canzoni di Frank Loesser. 150 minuti di ri-creazione, e non è poco..........







 




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6 aprile 2008

CHARLTON HESTON

          
E' morto Ben Hur - 11 Oscar 
Clicca qui
    
 


Un colosso storico enfatico eccessivo, pervaso da un misticismo
sentimentale, snobbato dalla critica ma amatissimo dal pubblico.
Noi l'abbiamo visto e rivisto ogni volta che ci è stato possibile
sempre con  nuovo godimento........ alla faccia dei critici.




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22 febbraio 2008

TIM BURTON e......

.........le sue fantastiche dolenti creature



clicca la foto per vedere sei bellissimi video su Stainboy 
se vuoi conoscere meglio queste creature clicca qui 


 
A tribute to Vincent Price   (1982)
Short stop-motion film  by Tim Burton, voice of  V. Price




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8 febbraio 2008

* *

DUE  STELLE DI  INARRIVABILE FASCINO  E  BELLEZZA ......... 


clicca la foto per ascoltare  Audrey Hepburn in  Moon river




 

NON  ABBIAMO  LA  PRESUNZIONE  DI  AVVICINARCI
A  TALI  VERTICI,  MA.........  FORSE  POSSIAMO PERDERE
UN PO' DI  TEMPO  DANDO  UN'OCCHIATA  A
 
QUESTI CONSIGLI 




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3 gennaio 2008

MUSICA E CINEMA

 

Dedicato a una donna che amava il cinema e quando ero bambina mi ha preso per mano e portato a vedere un film che non ricordo più, con la promessa che se non mi fosse piaciuto saremmo uscite subito: da quella sala piccola, che puzzava di fumo e di corpi accalcati, non me ne sono più andata......



Nella nostra lingua i rumori, le voci, la musica che accompagnano un film formano la colonna sonora........ non a caso. Un sostengo appunto, ma indispensabile per reggere e amalgamarsi in modo indissolubile alla struttura della ripresa cinematografica.

Non c’è bisogno di particolari attitudini musicali per rendersi conto che, fra gli altri componenti, la musica riveste un ruolo determinante, tanto articolato e complesso da amplificare la risonanza emotiva delle immagini, sottolineando il peso psicologico e il valore simbolico del racconto cinematografico.

Gli esempi sono infiniti, ma viene da chiedersi se con un‘altra musica – le note fanno parte del cast - le sequenze dei video che abbiamo scelto avrebbero la stessa commovente e tenera eleganza ? ?

?

PER IL GIOCO DEL COON 




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23 ottobre 2007

DUELLO AL SOLE

 
Domenica pomeriggio La7 ha proposto Duello al sole di King Vidor , 1948.

Perla danza sulla piazza del villaggio............
La sua avvenenza acerba e voluttuosa attira gli sguardi degli uomini, che sono ricambiati dalle occhiate sfrontate e provocatorie di lei, come a sfidarli: guardatemi, non concederò di più, voglio restare una brava ragazza. Alternante, schizofrenico criterio di proporsi verso la vita, che già contiene il germe della sua sventura.

Rimasta orfana viene accolta dalla famiglia di una cugina. Il capofamiglia, padre padrone, proprietario terriero autoritario e prepotente, che nemmeno i figli chiamano padre ma Senatore. Due figli: uno biondo buono, generoso e l’altro bruno crudele, omicida. La cugina moglie rassegnata e condiscendente.
La presenza di Perla mette in disordine il già problematico equilibrio fra i suoi ospiti. I figli in modo diverso si invaghiranno di lei e a sua volta lei, in modo diverso si invaghirà di loro: stima e tenerezza per il figlio buono, passione sensuale per quello cattivo, che la coinvolgerà in modo drammatico fino all’epilogo che dà il titolo al film.

Via col vento ha fatto scuola......in più 130’ minuti si dissemina la difficoltà di costruire rapporti che non siano distruttivi. Un susseguirsi continuo di scene madri con over dose di sesso selvaggio fino al duello finale quando i fucili dei due amanti si sparano messaggi d’amore e la frenesia distruttiva finalmente si placa in un abbraccio mortale.

Eppure questo microcosmo senza sfumature, dove i buoni sono buonissimi e i cattivi cattivissimi, vigoroso, forsennato, eccessivo per barocchismo, ha il potere di tenerci attaccati allo schermo fino all’ultimo frame.......... perchè l’eccesso a volte finisce per commuoverci.
Merito soprattutto di un cast che si può definire solo stellare. Due nomination all’Oscar per Lillian Gish e Jennifer Jones.

Interpreti: Gregory Peck, Joseph Cotten, Jennifer Jones, Lillian Gish, Lionel Barrymore, Herbert Marshall.


                         

    




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9 settembre 2007

HARRY LIME: UN CATTIVO DOC



Il suo Macbeth era stato un fiasco e il progetto per Otello non quagliava. Orson Welles aveva bisogno di soldi e accettò di girare Il terzo uomo. Prese la cosa un po’ sottogamba considerandolo una breve comparsata poco impegnativa.

I due coproduttori David O.Selznick e Alexander Korda non andavano d’accordo su niente: volevano rimpiazzare Welles, cambiare il titolo del film, pretendevano di non girare a Vienna…….Per fortuna il regista Carol Reed sapeva il fatto suo e aveva dalla sua parte la fotografia di Robert Krasker (che vinse l'Oscar).


                       
Può nascere un’opera d’arte da queste premesse: perché no? Welles, benchè la sua presenza durasse solo venti minuti verso il finale, fu grande: la sua materializzazione dall’ombra di una soglia è un concentrato di noir e di espressionismo. Gli altri due interpreti principali (Joseph Cotten e Valli) non furono da meno.Tutti si infilarono in una storia misteriosa: un morto che in realtà era vivo, un amore vivo che alla fine muore, una città – Vienna – distrutta dalla recente guerra, che si prestava ai fascinosi contrasti del bianco e nero.
Nessuno però si era accorto di aver creato un cattivo: Harry Lime, contrabbandiere, cinico criminale di guerra, teorico dell’amoralità, che avrebbe fatto scuola. Indimenticabile la sequenza dell’inseguimento di Lime nelle fogne viennesi e i primi piani delle sue dita contratte intorno alla griglia che sbarra l’uscita nel tentativo inutile e disperato di salvarsi.
Un film che nel tempo ha consolidato la sua posizione fra i capolavori del cinema.




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19 giugno 2007

QUANDO MAMMA RAI CI FA UN REGALO

                      


Qualche giorno fa su Rai 3 di mattina, appena dopo colazione, è passato Double Indemnity, uno dei noir più belli di Billy Wilder. Anche qui, come nel successivo Viale del tramonto, il protagonista si racconta in flashback.

Fin dall’inizio, nell’indimenticabile scena in cui l’aitante assicuratore F.MacMurray incontra la dark lady B. Stanwyck avvolta in una spugna da bagno, lei lo domina dall’alto di una scala ed è subito chiaro che il suo dominio non è solo una questione di gradini.

Non appena Lui, ammaliato dall'inquietante personalità di Lei confessa la sua passione, il gioco inizia. Insieme progettano un piano per assassinare il marito e incassare il premo assicurativo. L’uomo viene ucciso e si simula un incidente. Tutto sembra andare per il meglio, ma un collega di lui fiuta la truffa, indaga, e la vicenda precipita verso il suo tragico epilogo.

Tratto da un racconto di James Cain. Sceneggiatore di lusso Raymomd Chandler. Il regista ha tessuto una trama fatta della stoffa del cinema. Girato quasi tutto in interni bui o di notte, sostenuto da una conversazione allusiva, scarna, incalzante l’opera lascia parlare soprattutto i fatti e consacra la gradezza di Wilder.

Per il gioco looking-glass di Coon




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17 maggio 2007

CORTO PIRELLI

Per il secondo anno la Pirelli rinuncia al suo storico calendario di nudi artistici e opta per un corto. L'anno scorso era la tenebrosa Naomi, quest'anno per contrasto è di turno l'algida e luminosa Uma.

Location  Los Angeles: una magnifica giornata di sole. Uma, guida una macchina gialla scoperta quando viene affiancata da due giovani che tentano di ucciderla. La trama è tutta qui: tentano di ucciderla. Gli assassini cambiano faccia e sbucano all’improvviso da tuttte le parti con armi diverse. Non si vede come, non si sa perché.  Un crescendo di velocissime sgommate, carambole  rabbiose,  raffiche di pallottole fino al finale con  distruzione dell’auto…… ma era tutto finto. Uma ricompare sorridente per rassicurarci,  avevano solo   giocato.


Violenza gratuita combinata con una panoramica di idées reçues, che non sorprende, non impressiona più nessuno perché la realtà è più
brutale  di qualsiasi immaginazione.


Ma se ti piace Uma, che  come sempre è bellissima,  puoi guardarla 
QUI.  




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11 gennaio 2007


                     
 

"Siamo un po' tutti marionette della vita" dice Resnais. "Ci illudiamo che essa dipenda da noi e invece è il caso, un incontro, un contrattempo, a farci prendere una strada piuttosto che un'altra. [...] C'è chi tenta un percorso bizzarro, chi si intestardisce nello stesso perchè è incapace di imboccarne un altro, chi si blocca, resta lì."

Le mette in scena in CUORI le sue marionette.Una coppia che non si sopporta più, un fratello e una sorella che non sanno condividere nient'altro che la casa, un barista gentile e comprensivo che vive col padre malato, dispotico e sporcaccione, l'impiegata di un'agenzia immobiliare, in bilico fra sensualità repressa e slanci mistici.
Si muovono come pedine nell'inverno parigino avvolti da fiocchi di neve finti in ambienti asettici chiusi da vetrate, dove ogni vibrazione dell'uno provoca uno spostamento nella vita dell'altro.
Si può guardare fuori ed essere visti ma, come in un acquario, si resta separati.
Attori bravi, perfettamente a posto, nella giusta collocazione, curati, perchè la disperazione e il senso raggelante della solitudine non intaccano il loro look. Somigliano anche troppo a noi, ai nostri amici a quelli che incontriamo per strada...........ma il nostro cuore non riesce a battere all'unisono con il loro perchè non c'è stato dato niente da immaginare e l'idea di identificare la nostra solitudine con la loro ci spaventa: vogliamo illuderci di meritare di meglio. 




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2 gennaio 2007


LIFTAFILM - Il gioco proposto dal Coon

stringhe e frange

A Tara, ricca piantagione di famiglia, Scarlett Santanck, figlia del proprietario, capricciosa e viziatissima, si sta preparando per ricevere gli ospiti.
Aggrappata alla colonna del baldacchino del letto, tiene il fiato e ascolta la sua Mamie nera che scuote le guanciottone mentre bofonchia consigli e si prodi-ga nell'aiutarla a tirare le stringhe del busto.
Vita sottilissima e crinolina, Scarlett scende lo scalone per sedurre l'algido e impossibile Ashley O'Ruttel di cui è innamorata ma... viene con garbo informata che si è appena fidanzato con la pia Melania Rosbinder.
I guai non vengono mai soli.... nello stesso tempo corre notizia dello scoppio della guerra: sporchi nordisti VS sporchi sudisti.
La fanciulla affranta confeziona una cintura di seta dorata con lunghe frange e la dona ad Ashley, che parte soldato in difesa del sud, promettendogli di proteggere l'indifesa Melania. Poi al colmo della disperazione, sposa uno dei suoi spasimanti, tale Jack Daniel Capazzon, che partito a guerreggiare, viene opportunamente  fatto fuori da fuoco amico, per sbadataggine del canuto comandante del suo plotone.
La guerra divampa,  l'indomita figlia del sud corre ad Atlanta in aiuto a Melania che sta per scodellare il figlio di Ashley.
La città è in fiamme bisogna fuggire..... ma come? Ricorrendo all'aiuto del faccendiere Rhett Laruss dal baffo oscuro e non privo di attrattive, che la concupiva fin dall'inizio del film.

Tara è distrutta: con indosso un tendaggio e un congruo tot di frange verdi Scarlett tenta invano di spillare quattrini allo scettico Rhett. Al suo rifiuto trova modo di sposare il pretendente della sorella, modesto segatore di tronchi, che ha il buon gusto di lasciarla vedova in fretta e libera di sposare Rhett.
Matrimonio di convenienza? Forse.........nel cuore di Scarlett c'è sempre l'algido e impossibile Ashley a creare turbolenze e gelosie. Ma alla morte della pia Melania, Scarlett si accorge di amare il marito che, nel frattempo, ha deciso di piantarla. 
Senza più stringhe, senza più frange, senza più orgoglio Scarlett implora affranta: "Che ne sarà di me?" Indifferente il faccendiere replica:"Francamente me ne infischio". Ma ancora una volta l'animo battagliero del sud ha la meglio e Scarlett mormora fra sè: "Domani è un altro giorno".
Dissolvenza ........FINE

PER VEDERE IL TRAILER ORIGINALE DEL FILM CLICCA QUI

Via col vento (1939) Valutazione dei dizionari: 5 stelle su cinque

(Gone with the Wind)

Un film di Victor Fleming. Con Olivia De Havilland, Clark Gable, Thomas Mitchell, Vivien Leigh, Leslie Howard, Hattie McDaniel, Barbara O'Neil, Evelyn Keyes, Ann Rutherford, George Reeves, Fred Crane, Oscar Polk, Butterfly McQueen, Victor Jory, Everett Brown. Genere Drammatico, colore, 222 minuti. Produzione USA 1939.




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17 novembre 2006


                               
                                    Cilian Murphy, Pedraic Delaney i fratelli antagonisti 

Non potrebbe esserci contrasto maggiore fra il titolo italiano del film e i suoi contenuti.
Il vento è quello della prevaricazione e della brutalità e anche le fuggevoli immagini di tenerezza che compaiono hanno lo sfondo disperato della disillusione.
" Se loro ci portano la ferocia noi risponderemo con altrettanta ferocia" è la frase che pronuncia il capo dei ribelli irlandesi: filo conduttore su cui tutta la vicenda scorre. Siamo in Irlanda agli inizi degli anni venti, agli invasori inglesi, che si accaniscono con inaudita violenza contro i civili inermi, i ribelli rispondono con azioni di rappresaglia che innescano nuova violenza.
Una realtà spietata - che è accaduta e continua ad accadere oggi - nella quale entriamo attraverso la vita di due fratelli.Uniti all'inizio del conflitto, finiscono per divergere nel momento in cui uno di loro accetta il trattato offerto dagli occupanti, mentre l'altro, in nome di un'aspirazione alla libertà si lascia giustiziare.
Racconto equilibrato che ci accompagna in modo graduale attraverso le dinamiche incalzanti della guerra: gli ideali dei rivoluzionari, il compromesso che infanga  il sacrificio delle vittime, gli eventi che travolgono i rapporti umani e il valore della memoria storica........
Ma non ci sono solo gli orrori dei conftitti armati, c'è anche la bellezza incontaminata e aspra della natura, la fierezza del popolo oppresso e la complessità politica che lascia trasparire chiari riferimenti all'attualità.
Un film impeccabile: nessun compiacimento moralistico solo una decisa condanna all'insensatezza della guerra perchè dice Loach: " un governo appressore presso gli altri popoli lo è anche nei confronti del suo popolo".

IL VENTO CHE ACCAREZZA L'ERBA ,  regia di Ken Loach,  Palma d'Oro a Cannes 2006 




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7 ottobre 2006


 BILLY WILDER  classe 1906

quattro oscar come regista altrettanti come sceneggiatore


Nessuno è perfetto!
Esclamava con convinzione uno dei suoi personaggi in
 
A qualcuno piace caldo.
Probabilmente nemmeno lui lo era, ma le sue opere la perfezione
l'hanno sfiorata quasi sempre.
In tutte, anche se diverse per collocazione ambientale
e linea espressiva, si  evidenziano scontri fra stili
di vita e di pensiero inconciliabilmente in contrasto fra loro.
Ha sperimentato tutti i generi, ha intuito tutto un attimo prima.
Ci ha parlato con humour di universi alternativi che hanno l'ardire di confrontarsi
di mettersi continuamente in gioco, inappaganti e disincantati perchè
nessuno è completamente positivo.
Sospensioni e incertezze che favoriscono una interpretazione
 pessimistica della realtà:
.............questo nostro mondo non è il migliore dei mondi possibili.
Per biografia e film clicca qui




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31 agosto 2006


    




     Quel treno per Yuma
 l'ha portato via per sempre.


  
 
Gwyllyn Samuel Newton Ford
  aveva compiuto novant'anni
    il 16 maggio di quest'anno.





        Ci ha lasciato una filmografia sterminata che puoi trovare qui
                                           
                                                








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21 agosto 2006


      

LE BALENE
D'AGOSTO

Come ogni estate due vecchie signore guardano verso il mare:  aspettano il passaggio delle mitiche balene d'agosto.
Le sorelle Sarah e Libby vivono in un cottage in riva
 al mare del Maine. Libby è cieca e Sarah si occupa di lei con dedizione affettuosa.
Il cottage è il palcoscenico dove scorrono le loro giornate:
una quotidianità apparentemente piana in cui fra luci e ombre
 si rivelano solitudini e differenti sensibilità:
Libby scontrosa e disillusa, Sarah ancora legata alla vita, con
la voglia di realizzare antiche inappagate aspirazioni
(l'apertura di una finestra panoramica
che permetta di vedere il mare).

Pochi altri personaggi ruotano intorno alla coppia: un artigiano caciarone e approssimativo che si occupa di riparazioni al cottage, un'amica estroversa che spettegolando le tiene in contatto col
mondo esterno e un vecchio gentiluono russo.
L'imprevisto è rappresentato dall'agente immobiliare che tenta
di acquistare il cottage.
Il timore di perdere tutti i ricordi della loro vita rinsalda un rapporto un po' stanco e le sorelle decidono emblematicamente di rifiutare la vendita e di costruire finalmente la vetrata per vedere il mare.

Il registra e quasi tutti gli interpreti non ci sono più, ma ci hanno
lasciato questo piccolo capolavoro. 
Apparentemente sembra non succeda nulla, ma non un attimo di noia, non un eccesso, tutto all'insegna dell'equilibrio.
Sarebbe bastata a renderlo indimenticabile
 la commovente deliziosa grazia di Lillian Ghish ultraottantenne quando davanti allo specchio indossa il suo abito azzurro di ragazza e si incipria il viso,
prima di ricevere a cena il vecchio gentiluomo russo.
Un film sull'altruismo, l'amore e sui loro opposti....sugli eventi improvvisi
e rivelatori, immerso in un'atmosfera
sospesa e crepuscolare che amplifica le sensazioni,
sottolineate con misura
da un cast di ineguagliabile talento.


     




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4 agosto 2006


RICOMINCIO DA CAPO

Cosa c'è di più sfizioso di una serata in compagnia
di amici?
Si spettegola bevendo qualcosa,
un'occhiata distratta alla tv..........ma se invece dei soliti programmi ti propongono
Ricomincio da capo
la faccia indolente di Bill Murrey ti cattura.
Nel personaggio di un insopportabile giornalista-metereologo
 in trasferta in una piccola città di montagna, dove  sta per
essere celebrata "la giornata della marmotta", è in tandem
con una contegnosa produttrice interpretata
da Andie MacDowell.
Commedia fantastica, etichettata da qualche critico
 come
film blanc, in cui il protagonista è costretto
"per uno strano gioco del destino"
a rivivere all'infinito la stessa giornata della sua vita.
Di impianto narrativo genialmente lineare, 
sostenuto da una mescolanza di toni umoristici e grotteschi,
lo splendido film di H. Ramis, senza cadere nel ripetitivo,
offre una variante più terrena ma non meno mistica, quasi una metafora,
della ruota delle reincarnazioni.
Opera che preferisce alterare i connotati della realtà proponendo un evento improbabile per obbligarci a riflettere su qualche cosa di concreto come la coscienza dei nostri limiti
attraverso la quale appunto possiamo imparare a migliorarci fino a sfiorare la felicità.




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27 aprile 2006


  
INDIMENTICABILE MARILYN
01.06.1926 / 05.08.1962


 


Chi è questa che vén
ch'ogn'om la mira
che fa tremar di chiaritate l'àre
e mena seco Amor, s'che parlare
null'omo pote, ma ciascun sospira?

                              Guido Cavalcanti
 



   
                               





  
    
  
   
       
      
    


    






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22 aprile 2006




E' MORTA ALIDA VALLI




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27 marzo 2006

THE AFRICAN QEEN

  Di passaggio su una tv locale ho   incontrato La regina d'Africa.
 
  Cosa possono avere in comune una zitella inglese di mezza età e un incallito bevitore di whisky?
   Apparentemente niente.Ma se i due sono Katharine Hepburn e Humphrey Bogart nasce un capolavoro.
    Uno spunto improbabile più un barcone a motore sgangherato più un grande registra.....e il gioco è fatto.
     Rosie (Hepburn), alla morte del fratello, missionario in Africa durante la prima guerra mondiale, viene soccorsa
da Charlie (Bogart), che la ospita sulla sua barca.
     Sul filo della corrente, galeotta la  promiscuità, l'iniziale insofferenza  fra la ispida e intransigente tardona e il bevitore, si trasforma in sentimento d'amore.....  imbarazzi adolescenziali, pudori resi con accenni sublimi.
    L'indomita miss convince Charlie ad attaccare una nave tedesca che domina il lago Vittoria.
    Pochi i colpi di scena: qualche scarica di artiglieria quando la barca scorre davanti ad una base tedesca, un temporale, l'aggressione di uno sciame di insetti e come sottofondo il pulsare bolso della caldaia a legna che fa marciare il barcone. Le loro speranze di successo sembrano finite quando la barca si incaglia in un intrico acquitrinoso. Salvati dal provvido innalzamento delle acque portano a termine il loro piano. Happy end.
    Detto così è banale. Un film d'avventura, senza avventure, "africano"  dove la fascinazione dell'Africa non appare.

     Storia di riscatti. Come dire: quando amiamo ricambiati, ci aggallano dal profondo risorse che non immaginavamo di avere e le mettiamo generosamente al servizio dei desideri dell'altro.
I due duettano con tale istrionica leggerezza da convincerci che quanto di imprevedibile e trasfigurante è andato loro incontro potrebbe arrivare fino a noi.

      La Hepburn scrisse poi un libro in cui raccontò tutti i retroscena di quell'avventura. A Bogart venne assegnato l'Oscar.

The African Qeen, di John Huston, 1951.Con Humphrey Bogart, Katharine Hepburn, Robert
 Morley, Peter Bull, Theodore Bikel. 




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16 febbraio 2006

IL BACIO

                                         UN  BACIO  LUUUUUUNGO  COME UN FILM..... 
                                                IL PIU' LUUUUUUNGO DEL CINEMA     
                                       
                             Ingrid Bergam e Gary Grant in Notorius (1946) di H. Hitchcock

"I baci non sono anticipo d'altre tenerezze, sono il punto più alto. Dalla loro sommità si può scendere nelle braccia, nelle spinte dei fianchi, ma è trascinamento.Solo i baci sono buoni come le guance del pesce. Noi due avevamo l'esca sulle labbra, abboccavamo insieme"

"Non erano baci, ma combaciamento di due pezzi. Se esiste una tecnica di resurrezione lei la stava applicando. Assorbiva il mio freddo e la mia febbre, materie grezze che impastate nel suo corpo tornavano a me sotto peso di amore."

Erri De Luca, Il contrario di uno 





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10 febbraio 2006

I SEGRETI DI BROCKEBACK MOUNTAIN

E’ arrivato anche qui da noi, tutti ne parlano e siamo andate a vederlo.

Tratto da un libro di Annie Proulx, canditato agli Oscar 2005 con otto nomination, sapremo il 3 marzo quante ne vincerà.

Laggiù nel Wyoming fra greggi e cowboy....... il registra Ang Lee è rimasto a lungo a cercare il posto dove ambientare il film e con ragione perché il paesaggio  è uno dei protagonisti insieme a Ennis (Heath Ledger) e Jack (Jake Gyllenhaal) di questa romantica storia d’amore.

Ennis e Jack due ragazzi cowboy, che menano una vita precaria, capitano per caso insieme ingaggiati da un allevatore di pecore per sorvegliare un gregge in una estate agli inizi degli anni sessanta. La natura del luogo solitario e incontaminato sembra accompagnare e sottolineare la solitudine di due vite  che faticano  a incontrarsi se non quando in una notte di gelo sono costretti a dormire insieme in una piccola canadese. Il rapporto omosessuale avviene improvviso e senza dolcezze, subito rifiutato al risveglio “Io non sono così”, “Neanch’io”.

E due protagonisti, prigionieri di una società ancora incapace di accettare un amore trasgressivo tentano di dimenticare l’episodio costruendosi separatemente una vita normale, con famiglia figli e le conseguenti frustrazioni.

Ma la passione ha il soppravvento e quanto si ritrovano dopo qualche anno sentono di non poter rinunciare.  Tornano insieme nei luoghi del loro primo incontro per ritrovare l’amore contro tutto i contro tutti. La storia si snoda  intorno a due decenni con rari appuntamenti clandestini sempre negli stessi luoghi fino al tragico epilogo: la morte di Jack, in un drammatico incidente.

Struggente il pellegrinaggio di Ennis alla casa natale di Jack, dove abbraccia con disperata tenerezza il blusotto insanguinato che l’amato indossava al momento dell’incidente.

Nessun fastidio per l’elemento gay, la storia si accetta naturalmente come una qualsiasi storia di sentimenti. Grande interpretazione di Ledger, efficare, contenuto e silenzioso al punto da rasentare quasi l’autismo. Un bel film da non perdere.

 




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7 febbraio 2006

GILDA: il più sensuale strip del cinema

Nel 1946 esce Gilda di Charles Vidor, con Glenn Ford, George McReady e Rita Hayworth ( nome d'arte di Margherita Carmen Cansino).
Storia di un gioco di amore e odio fra Johnny e Gilda, moglie di un biscazziere filonazista e antico amore di Johnny.
Quando Gilda balla sfilandosi i lunghi guanti neri e dopo averli fatti volteggiare li lancia fra gli invitati del marito cantando: "Put the blame on...", il pubblico sogna e fa di lei un mito.


     

         2 diversi testi della stessa canzone cantata da Rita (doppiata da Anita Ellis) in due diverse scene del film


"When they had the earthquake - in San Francisco-back in 19`6
They said that old mother nature - was up to her old tricks.
That's the story that went around, but here's the real lowdown-
Put the blame on mame boys, put the blame on mame
One night she started to - shim and shake-
that brought on the `Frisco quake
So you can, Put the blame on mame boys,
put the blame on mame.
They once had a shootin' -up in the Klondike when they got Dan McGrew
Folks were puttin' the blame on - the lady known as Lew
that's the story that went around, but here's the real lowdown-
Put the blame on mame boys,
put the blame on mame
Mame did a dance called the Hichy-koo,
that's the thing that slew McGrew
So you can, Put the blame on mame boys
PUT-THE-BLAME-ON-MAME"

 

"When Mrs. O'Leary's cow kicked the lantern - in Chicago town,
They say that started the fire - that burned Chicago down.
That's the story that went around, but here's the real lowdown,
Put the blame on mame boys, put the blame on mame
Mame kissed a buyer from out of town,
that kissed burned Chicago down.
So you can, Put the blame on mame boys,
put the blame on mame.
Remember the blizzard - back in Manhattan, in 1886
They say that traffic was tied up - and folks - were in a fix.
That's the story that went around, but here's the real lowdown,
Put the blame on mame boys,
put the blame on mame
Mame gave a chump such and ice cold no-
for seven days they shoveled snow.
So you can, Put the blame on mame boys,
put the"...

                                      
                                        Ma da questo mito Rita non si libererà più




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2 febbraio 2006

LEMMA: cinema

** * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * **
La
parola cinema ha origine dal greco kinema, che significa movimento. L’invenzione del cinema è stata precorsa da anni di esperimenti. Quello di Thomas Edison aveva portato nel 1891, all’invenzione del Kinetograph.Nel 1893 fu brevettato, ad opera di Léon Bouly, il cinematographe, strumento per la produzione di immagini in movimento. Questo apparecchio non funzionò mai, ma il nome cinematographe, composto del greco kinema, movimento e grapho, descrivere, divenne anche il nome della macchina brevettata nel 1895 da Auguste e Louis Lumière. Questa macchina segna la nascita del cinema. Il vocabolo, con un lieve aggiustamento fonetico, è attestato in italiano a partire dall’anno dopo. Così, già dal primo decennio del Novecento, appaiono cinema e cine. Entrambe queste forme derivano con ogni probabilità dal francese. Infatti, per un certo periodo di tempo, si è avuta in italiano la forma cinemà, che riproduce esattamente il francese cinéma.Pertanto alle origini il vocabolo cinema indica un sistema di ripresa delle immagini che si realizza fissando su pellicola fotosensibile la realtà circostante. La riproduzione dei fotogrammi viene effettuata con la medesima velocità impiegata nella ripresa.Già nei primi anni che vedono l’affermarsi della nuova tecnica, i vocaboli cinematografo e cinema servono ad indicare anche l’ambiente in cui si proiettano le pellicole cinematografiche.Le prime proiezioni venivano effettuate in locali d’occasione: tende o teatri opportunamente adattati. Su questi edifici campeggiava sovente la scritta cinematografo Lumière. Di conseguenza, andare a vedere lo spettacolo del cinematografo offerto in un locale divenne semplicemente andare al cinematografo e, in seguito, al cinema. Molti locali ancora oggi riportano davanti al nome proprio, la parola cinema.L’uso del termine cinema col valore di spettacolo cinematografico è da tempo scomparso: oggi si parla di film e, meno frequentemente, di pellicola.Il vocabolo cinema si riferisce inoltre all’arte, la tecnica, l’industria e il mercato della cinematografia, cioè a tutte quelle componenti artistiche, industriali e commerciali di questo fenomeno che appassiona milioni di spettatori.Per similitudine il termine acquista anche un senso figurato: indica una successione di eventi caratterizzata da colpi di scena o peripezie, che la rendono simile ad un racconto cinematografico. E rinvia ancora a tutto ciò che risulta essere disordinato, o disposto in modo inconsueto e bizzarro.C’è poi il Grande cinema, mandato in onda da varie emittenti televisive, cioè una serie di film scelti tra quelli di maggior successo e proposti in prima serata.Al vocabolo cinema si ricollega cineasta, cioè l’addetto alla regia, alla realizzazione di un film, detto più comunemente regista.La cineteca è una raccolta di film; Cinecittà è un complesso che sorge alla periferia di Roma, nel quale sono raccolti numerosi studi frequentati da attori, produttori, registi e comparse.Il cineclub è un circolo dove si proiettano film d’autore per un pubblico selezionato di cineamatori. Ma attenzione: le persone che frequentano un cineclub e hanno la passione per il cinema sono cinefili, non cinofili. 
* * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * *   

 

 




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