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SPECCHIO
* L'artista sarà tanto più perfetto quanto più in lui saranno separati l'uomo che soffre e la mente che crea; e tanto più perfettamente la mente assimilerà e rielaborerà le passioni che sono il suo elemento* (T.S.Eliot)


EBDOMADARIO


14 dicembre 2006


EBDOMADARIO

Domenica ha un cerchio solo e lo porta al polso con civetteria.
Anche lei come sabato,
 
non è accentata. Da vera signora, non ne fa un cruccio, sa come informarsi di accensioni alla sensualità.
Il suo corpo, unico patrimonio su cui abbia potuto far conto, è stato valorizzato, curato con l'intelligenza della necessità, perchè il desiderio di possederla fosse la sua sopravvivenza.
Quando ha deciso di mettere a disposizione i suoi talenti, di reinventarsi su terreni imprevedibili, il Custode dei giorni le ha concesso il privilegio di un angolo tutto suo. E' lì  che trova le lettere di chi ha bisogno di essere ascoltato: donne insicure danneggiate, che chiedono compassione per i ruoli amari a cui non sanno sfuggire. A volte non si sanno esprimere e usano voci di altre donne, " ...il mio vuoto/come il vuoto di un tempio/con le porte sfondate; e le mattine/in cui mi rotolo nella cenere/soltanto per essere toccata e sporcata/da qualcosa....".
Uomini che rifiutano la fatica di sentirsi amati e se li scopri a piangere fingono che sia la prima volta.
In tutti la deriva di non riconoscere l'usta del vivere.

Non crediate che sia uno scambio anonimo e indolore, Domenica non è Donna Letizia. Le sue parole sfregiano, puntano alla trasfigurazione seguirla è buttarsi in una piscina scura senza fondo: si impara a tornare in luce pinneggiando con stile.
Punta a stravolgere i rapporti di forza, il banale della percezione di sè. Ha una bella vocazione per gli straniamenti, non accetta le gabbie che pretendono di definire..... Sì le sue risposte non hanno nessuna voglia di tener conto dei ruoli imitativi.
Le poche che le hanno dato ascolto non puliscono più dove passano gli altri. Dolente esercizio di fatica perchè le macchie melmose si impastavano al loro cuore e non volevano lasciarlo, finchè furono loro a lasciare.
Qualcuno ha imparato l'esaltazione della reciprocità, un azzardo in cui l'intima consapevolezza dell'uno lambisce quella dell'altro e insieme si incanalano verso infinite modulazioni.
Chi ha un'urgenza dell'anima e non può aspettare, arriva fino da lei. Non ci sono chiusure basta scostare una fronda del suo angolo verde e stendersi sull'erba: è un posto di tepori dove le parole si muovono facili come ronzii di primavera.

Se vi trovaste per caso a passare da lì non vi venga in mente di interferire, quella è una zona di riservatezze, più misteriosa di un confessionale, ma chi ci arriva non ha più peccati da confessare, vuole solo liberarsi dall'ingombro della penitenza.

(per leggere gli altri giorni vai alla rubrica Ebdomadario)




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23 novembre 2006


EBDOMADARIO

Sabato  aspetta in ansia i  cerchi.
E' un giorno inquieto, ha bisogno di spostamenti. Non è per noia che cerca l'altrove, ma per onnivora curiosità.
Un giorno senza accentazione potrebbe sentirsi defraudato fra gli altri cui  l'accento offre visibilità e personalità più incisiva, ma si può fare di questa condizione un punto di forza.
Così inaccentato e anonimo è quasi invisibile col suo aspetto più usuale dell'usuale stesso, sa  insinuarsi intrufolarsi senza passaporto o ticket, nessuna apparecchiatura lo intercetta.
Si sa che ha un debole per certi mezzi di trasporto, treni locali lenti e vecchiotti che stoppano a tutte le stazioncine: i passeggeri si conoscono, si scambiano romanzi vissuti, divagano e vorrebbero riorientare l'intento delle cose.
Quando la stagione si allarga in nuovi tepori e le piazzette di periferia accolgono i torpedoni turistici, lui si inzeppa nei corrugamenti dei gruppi che seguono le guide, come da bambini seguivano i maestri. Faccia in su ai rosoni delle chiese e poi via per degustare. Se gli itinerari sono verso posti che ancora non sa, cerca un sedile e segue il viaggio. 
"il mio viaggio va fino alle stelle"...........gli piace pensarsi come un corpo aperto sempre in atto di percezione, attraversato da film che svelano anche ciò che si dovrebbe tacere.
A volte gli prende una gran voglia di nuvole e d'acqua, allora vola su aerei piccoli verso plaghe incerte e piene di stupori dove i fiumi hanno correnti  silenziose e si può aspettare che il tramonto allacci l'acqua in un sfarzo di rossi.

Le congetture nascoste nella notte arrivano dalla sponda più lontana a un passo dal fragore dei paesaggi umani, lui ha un tempo che aspetta di congiungersi al successivo, non importa dove, sa che il suo corpo occuperà sempre lo stesso spazio in qualsiasi parte del mondo.

(per leggere gli altri giorni vai alla rubrica Ebdomadario)




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13 novembre 2006


EBDOMADARIO

Venerdì prende i suoi cerchi  senza interesse, lo attrae solo quello aperto su ciò che ha già vissuto.
Il Custode dei giorni che conosce tutto, lo predilige e a volte si ferma qualche attimo in più: ammira la sua collezione di contenitori, arricchita di settimana in settimana da nuovi apporti. E' la più curiosa  eterogenea raccolta di frammenti di vita che gli sia mai capitato di vedere. Contenitori apparentemente vuoti disposti nel loro ordine interiore che contengono occasionali momenti di memoria privi di ogni discernibile flusso esistenziale.

Si presentano scatole, vasetti di vetro, pentole di terracotta, casse da imballaggio, ceste e cestini, bauli, cartoni e ogni possibile cosa che abbia in sè un vuoto.......
Chi passando li vede resta stupito, a che serve un contenitore che non contiene?
Lo stupore non diminuisce quando il giorno, con l'orgoglio di ogni collezionista, spalanca la configurazione dei contenuti.
Nel baule grande dorme la vecchia signora che ha conosciuto una volta. Una increspatura di sorriso, fuggita nella penombra di un portone, sta adagiata nella scatola azzurra. Al portagioie decorato appartiene quell'accenno di sguardo che la timidezza ha reso indimenticabile.
Le merende ancora fragranti, si fanno compagnia nei cestini. Ben chiuse sottovetro, perchè il calore non si spanda, le ore passate al sole.
Il grande imballo di cartone raccoglie le corse sfrenate, bucherellato per non far mancare il respiro.
Fragili, da maneggiare con cura, le bomboniere di porcellana che custodiscono i baci.
Vasi di coccio ma non uguali per le occasioni profumate: prati fioriti, torte, corpi che passano, venti di neve......
Solo la musica si è ribellata: non ha voluto custodi e aleggia intorno a suo piacere.

Quando vengono rievocati, i contenuti balzano fuori tanto vitali e convincenti che nessuno osa più ritenerla una collezione assurda.
Chi ascolta è elettrizzato all'idea di poter sognare attraverso la vita di un altro.

E' un innesco, una scintilla. Percorso dalla frenesia del contagio ognuno si forza a ridestare a rievocare e rivivere ricordi, per il progetto di una sua raccolta confidenziale da proporre ad altri perchè il sogno rimbalzi e si propaghi di coscienza in coscienza......
L'intento era questo! Far balenare il gusto seduttivo del narrarsi del riviversi nella confusa pluralità dell'io senza direttrici, disperso negli occasionali frammenti di sè, come antidoto salvifico alla ricomposizione irraggiungibile.

Poco prima di mezzanotte venerdì raccoglie con lo sguardo l'essenza della sua intimità per preservarla nel tepore e..........finisce.

(per leggere gli altri giorni vai alla rubrica Ebdomadario)




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1 novembre 2006


EBDOMADARIO

Giovedì
afferra in corsa i cerchi e tira via, non gli va di dare retta alle paludose esperienze del suo ieri.........
Soste indugi lo annoiano deve darsi da fare chiudere in fretta  gli incombenti istituzionali per aprire spazio al suo gioco preferito: l'acquisto.
Non un acquisto indiscriminato o casuale come banalmente accade, ma frenesia compulsiva rivolta al regalo, atto che racchiude esalta e soddisfa due visioni: quella immediata eccitante della caccia all'oggetto e l'altra differita labirintica vagheggiata dell' offerta in scambio d'amore.

Per entrare al massimo nel percorso pragmatico dello spreco ha messo a punto nel tempo uno strumento di precisione: il suo
Quaderno dei presenti
in cui si manifestano identità catalogate a ritmo di eventi.
Nascite, battesimi, cresime, matrimoni, compleanni, inviti a cena e ogni possibile ricorrenza è  annotata puntigliosamente e celebrata con la consegna della cosa, che non sarà mai lieve e caduca come un fiore, ma un manufatto greve e duraturo.
Con questo rito di ampliamento il suo corpo si espande, si propaga tentacolarmente nello spazio fino a toccare la vita degli altri, accasandosi fra loro con la sua propaggine.......una struttura mobile che lo rappresenta e ne porta il senso.

Come non intenerirci, quando spiamo il suo ego utilitaristico  lampeggiare di visionari vigori, nel momento in cui assiste  trepidante  il beneficato svolgere l'involto alla scoperta del contenuto.........l'attenzione meticolosa a non far danni, lo sfavillio degli occhi, le parole  riconoscenti sono l'atteso balsamo che lo ripaga e lo rigenera.
Sarà perfidia ma, qualcuno dovrà pur dirgli una volta o l'altra che tanta insolita cura per l'imballaggio è finalizzata solo a preservarlo in vista del prossimo riciclo.

(Clicca per leggere mercoledì)




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20 ottobre 2006


EBDOMADARIO

Mercoledi'
accetta di buon grado i suoi cerchi e non gli importerebbe niente se fossero più numerosi o più pesanti.
Porta in sè un frammento di DNA modificato che lo dispone al conforto.
Non tiene in nessun conto i progetti, le aspirazioni impossibili che ha tentato di passargli dal cerchio aperto martedì, ignora le sue dispersività post moderne.

E' un giorno casalingo composto pacato riparatore: ci fa trovare le chiavi della macchina quando le perdiamo di vista, avverte un attimo prima che l'arrosto vada in fumo, calma i bambini, diluisce e contiene il tasso di aggressività.
Ha scarsissime doti di fantasia preferisce giocare al ribasso dei valori di sfondo, distrarci dai non luoghi aperti al transito, riportarci con cautela al depresso mondo dell'esperienza quotidiana.

Lui è così: un minimalista. Convinto che non ci siano riscatti o sublimazioni, inerte alle metamorfosi. Nella perdurante mediocrità dei tempi si autocelebra nel riuso senza reinvenzione.

Possiamo negargli qualche merito?
Quando inaspettatmente troviamo un parcheggio libero, o quelli che ci piacciono telefonano, sappiamo chi c'ha messo lo zampino.
Alla fine di una giornata di piccole cose, in cui le piccole cose sono andate per il verso giusto non osiamo pretendere di più.
Ci sentiamo accuditi, come da una tata attenta e volonterosa, che non si aspetta riconoscenza per la sua dedizione, tanto che un giorno così pensiamo di metterlo nel nostro elenco di auguri  per Natale.
 
(Clicca per leggere martedì)




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13 ottobre 2006


EBDOMADARIO

Martedì
è più leggero, un cerchio in meno conta.
I patemi rimasti dal vecchio cerchio aperto, quelli che  propongono i loro drappeggi sul palcoscenico della notte, si stanno dissolvendo......
La sua coscienza si arricchisce, si addebita liste di compiti improrogabili e muove nuove avvertenze.
Gli altri giorni dipenderanno dai suoi movimenti, dalle sue iniziative!
Forse non è proprio tutto vero, ma se glielo fai notare intreccia giustificazioni e le scarica in giro disordinatamente come tracce indizi indiretti, mappe e prefigurazioni nel tentativo di approssimarsi a una qualche consistenza.

Fra tanta rutilante energia a volte compaiono le cose che cerchiamo, le nostre aspirazioni più confidenziali si delineano. ma i martedì responsabili di immettere varianti nell'organicità settimanale paradossalmente non hanno l'arbitrio di renderle fattibili.
A noi non è dato partecipare se non con suggeriementi prospettici e discreti per non inquinare le armonie volute dal  Custode dei giorni.

E allora diciamolo, perchè no, questi martedì frenetici che eccedono in zelo, inventano mosse di scacchiera tentando di interpretare anche i desideri non ancora desiderati, per ambigua incapacità di consistenza rischiano  di mescolare tutto e durano troppo  poco per rendersene conto.
Un minuto dopo la mezzanotte mercoledì erediterà insieme ai suoi cerchi  i disegni non ancora compiuti.

( Clicca per leggere lunedì)





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3 ottobre 2006


EBDOMADARIO

Lunedì si presenta cerchiato, ha avuto i sette cerchi dal Custode dei giorni.
Uno ben aperto su quel che rimane del prima. Sarebbe fatica chiuderlo,  occorrono precauzioni, i dettagli sono ancora intensi se ne andranno solo con la forza delle cose. Gli altri chiusi per i giorni che vengono avanti.
Non bisogna fargli gesti di comprensione, se c'è un giorno che non se li aspetta è proprio il lunedì. Ci guarda come siamo: trascurabili e un po' comici penzolare fra i tavoli da lavoro o sguinzagliati in giro chiocciando, occupati a cercare quel che non serve, costretti a servire quel che non si è cercato.

Non è un tipo suscettibile, non è sospettoso. Potrebbe invidiare i martedì....le domeniche o gli altri che seguono: ognuno avrà cerchi in meno da sostenere.....
ma che vantaggio ne avrebbe?
Meglio impiegare le energie per nutrire ogni singolo pezzetto di tempo con ciò che gli serve per passare indisturbato e senza rimpianti. Noi che lo frequentiamo regolarmente ogni settimana non possiamo non riconoscergli il merito indubitabile di accogliere le confidenze con il massimo di disponibilità senza noiosi fervori partecipativi.
Dopo due giorni di vacanza tutti vogliamo raccontarci: storie che più interessanti non si può, per far credere che il destino abbia voglia di girare dalla parte giusta. Chi invece vede il bicchiere mezzo vuoto non resiste alla tentazione di strapparsi una lacrima.
E' un giorno che non ha altro compito che di starci a sentire trascorrendo senza far domande. Alla mezzanotte si sbarazza dei suoi cerchi e lascia i nostri segreti a martedì.




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